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venerdì 6 febbraio 2015

L'infanzia non è un accessorio!


Omniroma-SCUOLA, FDI-AN: "È UN CAOS, INFANZIA NON È UN ACCESSORIO"
(OMNIROMA)

Roma, 06 FEB - "Si è svolta questa mattina la conferenza stampa dal titolo ‘La scuola boccia So’Marino, l’infanzia non è un accessorio’ organizzata da Fratelli d’Italia-Alleanza Nazionale per denunciare il caos sul comparto scuola. All’evento hanno partecipato gli esponenti di Fdi-An Fabrizio Ghera, capogruppo in Campidoglio, Laura Marsilio dirigente nazionale, Daniele Rinaldi capogruppo nel Municipio V e Monica Picca responsabile Scuola Roma". Così una nota di FdI-An.
 
"Un sindaco ‘famigliofobico’ che invece di pensare al futuro dei nostri figli si preoccupa delle unioni civili, aveva infatti promesso una ‘città a misura di bambino’ e dopo due anni il settore scolastico è completamente in tilt. A fronte di una campagna mediatica sulle unioni civili, per una delibera fuffa e inutile, Marino ha dimenticato la scuola, i nostri figli, le famiglie e il personale insegnante. Il nuovo modello organizzativo previsto dalla giunta danneggia le lavoratrici, è impensabile solo immaginare che le maestre possano essere utilizzate anche come supplenti in altre classi, quindi sottoposte a un orario di servizio così pesante. Il personale fa sacrifici sugli orari ma chi ci rimette sono le famiglie. Il nuovo provvedimento è solo l’ultima follia in ordine di tempo targata sinistra, l’eliminazione dei menù regionali, che la precedente amministrazione aveva invece inserito, per far spazio ai menù europei è un’altra pessima scelta, i nostri figli anziché mangiare pietanze sane mangeranno cibi che poco hanno a che vedere con le corrette abitudini alimentari. 

Presenteremo un Ordine del giorno per chiedere all’Amministrazione di sospendere l’atto unilaterale che riguarda il personale scolastico educativo e ripristinare la dieta mediterranea così come raccomandato dal Ministero della Salute nelle linee guida del 2010", dichiara Ghera. "Oggi abbiamo raccolto il grido di allarme delle famiglie romane preoccupate del caos che imperversa da mesi nelle scuole e nei nidi romani e che mina la sicurezza e la qualità dell’educazione dei propri figli” - dichiara Laura Marsilio, dirigente nazionale ed ex assessore capitolino alla Scuola. 

"La delibera predisposta da Marino è semplicemente da ritirare e i rinvii ad altra data lasciano nell’incertezza famiglie e lavoratori della comunità scolastica. Ecco perché partirà una campagna territoriale romana, ‘La scuola boccia So’Marino, l’infanzia non è un accessorio’, di denuncia in tutti i municipi e nei quartieri romani con un documento da far votare ai consigli municipali ed una petizione per le famiglie", dichiarano congiuntamente Andrea De Priamo portavoce romano, Daniele Rinaldi, capogruppo V municipio e Monica Picca dirigente romano. 

"Inoltre – aggiungono i coordinatori romani della campagna richiederemo il ripristino della dieta mediterranea ed il ritiro dei menu europei già bocciati dai genitori e dai bambini, sul quale anche Fabio Rampelli, capogruppo Fdi-An, ha presentato una interrogazione al Ministro della salute perché contravvengono le linee guida nazionali sulla ristorazione scolastica".

domenica 12 ottobre 2014

No al Parco dormitorio!



Ieri pomeriggio abbiamo pulito il Parco del Colle Oppio e svolto un volantinaggio per la riqualificazione del parco, chiedendo alle istituzioni capitoline e municipali maggiore sicurezza e maggior decoro!


Da qualche mese a questa parte il Parco del Colle Oppio, uno dei più belli di Roma, vetrina della Capitale per milioni di turisti, è diventato nuovamente una tendopoli dove centinaia di immigrati dormono e bivaccano. Siamo al paradosso che a 100 metri di distanza si parla di valorizzazione dei Fori mentre nel Parco ci sono problemi di igiene e di sicurezza, che trasformano il centro di Roma in una città del terzo mondo, a cui si aggiunge anche la preoccupazione per le precarie condizioni di queste persone, che sono costrette a dormire per terra e con l’arrivo dell’inverno saranno costrette a scaldarsi con qualche rimedio di fortuna. E’ una situazione non più tollerabile, quanto sta accadendo nella nostra città, e in particolare in questo storico Rione, ci preoccupa fortemente. C’è grande allarme soprattutto tra i cittadini che pagano gli errori del centrosinistra sulle politiche della sicurezza e sull’immigrazione selvaggia, sono ormai quotidiane le notizie di scippi, spaccio di droga e risse che avvengono all’ Esquilino e in particolare nel parco di Colle Oppio.                                        

NO AL PARCO DORMITORIO!

venerdì 18 luglio 2014

Roma. Marino sgombera la “Comunità Giovanile”. Proteste di residenti e Fdi


da barbadillo.it
Alla fine, dopo tanti (e vani) tentativi di dialogo, l’amministrazione Marino è andata dritta per il suo obiettivo: ”grazie” alla volontà dell’Amministrazione comunale, Roma, da oggi, non ha più la sua (prima ed unica) Comunità Giovanile. Ieri mattina, infatti, è stato reso esecutivo lo sgombero al Casale di via di Grotta Perfetta 610, all’interno del quale era operativa, appunto, la Comunità Giovanile Roma. Erano le 9.30 quando molte camionette, e molti uomini in divisa, facevano irruzione all’interno dello stabile per chiedere agli operatori e ai cittadini presenti di lasciare liberi i locali.
Un’azione che è stata commentata così dai diretti interessati: “Riteniamo che le operazioni di sgombero siano state portate avanti con un eccessivo dispiegamento di forze armate, dal momento che non è possibile considerare i volontari della Comunità Giovanile come un pericolo per il quartiere, in quanto non solo il Casale è rimasto fino ad oggi uno spazio totalmente aperto al territorio e fruibile da parte di tutti i cittadini, e non sapremo se in futuro sarà ancora così, ma anche perché ogni attività svolta all’interno dello stabile non ha mai avuto alcuno scopo di lucro, ma solo l’interesse di offrire un servizio utile alla cittadinanza, a costo zero, riuscendo a sfruttare e a far sfruttare al massimo tutte le potenzialità che questo spazio mette a disposizione” – dicono dalla Comunità, al termine della giornata.
Ciò che non va giù, è come lo sgombero di oggi, non solo ignori quanto fin qui raccontato, ma disattenda anche molte richieste, fino ad oggi portate all’attenzione delle istituzioni con forza: “Quella di poter proseguire gratuitamente le attività e di poter svolgere i servizi senza alcun costo a carico dell’amministrazione; quella di considerare la possibilità di condividere gli spazi con altre associazioni, preferibilmente del territorio; quella, proveniente dagli stessi cittadini e utenti, espressa con una petizione che ha ottenuto 1.500 firme e con la quale si chiede la permanenza dell’associazione Comunità Giovanile all’interno del Casale Rosati”.
Quegli stessi cittadini che, questa mattina, sono accorsi, allarmati da quanti erano già all’interno della struttura, per difendere  la Comunità e la sua permanenza all’interno del Casale, facendo presente che questo sgombero rappresenta un furto al territorio. E tutto questo – come denunciano – “per consentire l’ingresso, all’interno della struttura, di un servizio, SOS Donna h24, totalmente estraneo alle dinamiche e alle esigenze del territorio, e che ha inspiegabilmente ricevuto dall’attuale amministrazione capitolina un trattamento di favore. Il servizio, infatti, non solo ha ricevuto dei finanziamenti pubblici, ma ha ottenuto un’ulteriore proroga di 3 mesi, a bando scaduto, che si aggiungono ai 18 già rinnovati al termine dei primi 18 mesi” – concludono dalla Comunità.
Alle dichiarazioni dei volontari, si aggiungono anche quelle degli esponenti romani di Fratelli d’Italia-Alleanza Nazionale che già qualche giorno fa avevano difeso questa esperienza unica nel suo genere dall’attacco politico del presidente del Municipio VIII, Andrea Catarci.  “A pochi metri da questa struttura restano indisturbate occupazioni, anche di interi palazzi, che vanno avanti da anni, e il sindaco Marino decide di chiudere la Comunità Giovanile per trasferire un’associazione ‘amica’ che già eroga le sue attività in un altro Municipio” – dichiara il capogruppo FdI-An in Campidoglio, Fabrizio Ghera, il quale sottolinea come “chiudere questo centro lasciando l’Ardeatino privo di spazi dedicati ai ragazzi e alle famiglie, significa che esiste un cortocircuito istituzionale le cui vittime sono i residenti di Tor Carbone e soprattutto le fasce più deboli del territorio. L’amministrazione di centrosinistra cancella un’esperienza virtuosa, positiva, una struttura che è stata un punto di riferimento fondamentale per chi non ha altre possibilità per frequentare corsi di formazione, attività culturali, laboratori artistici oppure per far giocare i propri bambini in un contesto sicuro e protetto, tenendoli al riparo dalle insidie della strada. Per Marino, probabilmente, chi risiede nelle periferie è un cittadino di serie B, rispetto alle associazioni che orbitano attorno alla sua maggioranza”.
@barbadilloit
Le dichiarazioni della Comunità Giovanile Roma le potete leggere nel volantino qui di seguito:

mercoledì 25 giugno 2014

Municipio I, cittadini contestano Marino: "Basta con le favole"


da romait.it

Lo dico al sindaco'. È questo il nome dell’iniziativa che prende il via oggi: un camper che girerà per i Municipi di Roma, con il fine di ascoltare i romani e le romane. Appare entusiasta il sindaco Marino nell’annunciare, sul suo profilo Facebook, la partenza del camper da via Guglielmo Pepe, nel Municipio I.

Duro, invece, il giudizio di Stefano Tozzi, capogruppo di Fratelli d’Italia-Alleanza Nazionale in Municipio I, il quale dichiara che “mentre il sindaco Marino si esibisce dal suo camper nell’ennesimo spot propagandistico davanti ai giornalisti all’Esquilino per chiedere cosa non funziona nel quartiere, i residenti continuano a vivere nel degrado e nell’incuria”.

Secondo quanto riferisce Tozzi, infatti, “da anni i cittadini dello storico rione aspettano che i progetti di riqualificazione già finanziati dal centrodestra di piazza Vittorio vengano realizzatii. Dopo lo stanziamento straordinario di 2 milioni di euro da parte dell’allora assessore ai Lavori Pubblici di Roma Capitale Fabrizio Ghera, predisposto e condiviso insieme a tutte le realtà territoriali, comitati le associazioni e comitati di quartiere, il progetto di riqualificazione sta marcendo nei cassetti delle stanze del Campidoglio per colpa dell’inerzia del sindaco e della sua Giunta”.

“Il primo lotto – continua Tozzi – quello esterno, come promesso era già partito e tutti i cittadini aspettavano l’inizio dei lavori ma ancora non si è visto niente. Nel frattempo la piazza affoga in un degrado sconfortante dove insieme alla mancata riqualificazione del verde abbiamo una situazione di degrado assoluto con bivacchi ormai fuori controllo”.

A fronte di tutti questi motivi, il capogruppo in Municipio Tozzi, altri esponenti di FdI-An del Municipio I e alcuni cittadini residenti hanno regalato al sindaco il Libro delle Favole di Esopo, “per ricordare al sindaco che i cittadini dell'Esquilino vogliono i fatti concreti e non la propaganda”. 

martedì 29 aprile 2014

“Disastro Marino”. Presidio di Fratelli d’Italia contro il taglio degli stipendi e gli inciuci con gli okkupanti



da secoloditalia.it

Disastro Marino. Contro il racket delle occupazioni abusive, il degrado della capitale e l’umiliazione dei dipendenti comunali Fratelli d’Italia alza la voce e si fa interprete della rabbia dei romani nei confronti del sindaco “straniero” che giorno dopo giorno conferma la sua vocazione al dilettantismo. Sotto la Lupa, davanti alle scale di Palazzo Senatorio, un centinaio di militanti sono scesi in piazza al grido di “Giù le mani dal salario accessorio” dietro lo striscione “Marino mani di forbice. Taglia gli stipendi invece degli sprechi”. Nel mirino la decisione del primo cittadino di eliminare dalla busta paga dei dipendenti il salario accessorio, una sorta di indennità di poche decine di euro prevista in base alla categoria: una mannaia per chi arriva a stento a 1300 euro al mese. L’ultima boutade di un sindaco che non sa più cosa inventarsi per alzare la testa schiacciato ormai dal Pd romano e commissariato da Renzi. «È un’altra situazione gestita in modo dilettantesco – spiega il capogruppo di Fratelli d’Italia in Campidoglio Fabrizio Ghera, tra i promotori della manifestazione – Marino e Nieri prima chiedono al ministero dell’Economia un parere sul bilancio e poi senza nemmeno stendere un rigo di controdeduzione ne accettano supinamente i diktat, accanendosi pure contro i dipendenti capitolini». La relazione del Mef affronta tanti tempi come quello dei dirigenti, ma guarda caso si è andato a “picchiare” solo sul salario dei dipendenti. Perché? «Ed è strano – aggiunge Ghera – che proprio il settore di cui parla il Mef è retto da un dirigente esterno il cui contratto è stato prorogato di altri sei mesi poco tempo fa». Qui assistiamo a una sorta di Robin Hood al contrario – spiegano i manifestanti armati di cartelli e megafono – si toglie ai poveri per dare ai ricchi. Chiediamo che il salario accessorio sia garantito perché è a rischio la vita di 25mila dipendenti. Ghera è poi salito in Campidoglio per consegnare al sindaco una lettera in cui Fratelli d’Italia sottolinea che «una decurtazione di alcune centinaia di euro significa per i capitolini non riuscire a mantenere un dignitoso livello di vita quotidiana». In piazza anche l’eurodeputato Marco Scurria, Andrea De Priamo, Federico Rocca e Fabio Rampelli che ha puntato l’indice contro l’ultima operazione di Marino: «Quello che va colpito sono gli sprechi veri. Non si capisce perché si discute prima di tagli ai dipendenti, che non sono colpevoli di questi sprechi. Bisogna essere seri e andare ad intaccare i privilegi, le consulenze d’oro e gli stipendi incompatibili con la crisi economica». Nel mirino della protesta anche contro la vergognosa vicenda degli inciuci con gli okkupanti che è solo «l’ultima tappa, in ordine di tempo, di un percorso segnato da gaffes e figuracce che il sindaco di Roma ha inanellato in questi 11 mesi, dalla finta pedonalizzazione dei Fori, alla buffonata del concorsone, dai maxi compensi agli staff di segreteria alle spese folli per le consulenze esterne».

domenica 30 giugno 2013

Roma. La prima mossa di Marino? Equitalia torna a fare i “conti” ai cittadini

da barbadillo.it
Equitalia resterà a Roma. Così ha deciso, con delibera, il neo Sindaco di Roma, Ignazio Marino. Una “prima mossa” che ha annullato, in tal modo, la delibera 180 adottata dalla precedente giunta capitolina, firmata dall’allora primo cittadino Gianni Alemanno, il quale aveva sancito che, dal 1 luglio, i tributi sarebbero stati riscossi direttamente dagli Uffici amministrativi, con l’ausilio di Aequa Roma, e non più da Equitalia.
Proviamo a ricostruire i fatti, e torniamo al 24 aprile. Il governo Monti aveva deciso che il 30 giugno sarebbero scaduti gli accordi tra Comuni ed Equitalia, e così, la precedente amministrazione capitolina, aveva lanciato un referendum online in cui si chiedeva ai romani di scegliere tra due opzioni: affidare la modalità di riscossione dei tributi direttamente agli uffici comunali, o demandare il compito a una società esterna, da designare con una gara ad evidenza pubblica? La consultazione online, con l’88,1% dei consensi,aveva stabilito che si sarebbe dovuto attribuire il servizio di riscossione delle entrate tributarie direttamente agli uffici dell’amministrazione.
Quindi Alemanno aveva portato in giunta una delibera in cui si dava lo stop immediato ad Equitalia, ma si stabiliva anche che tutte le pratiche istruite dal 1° luglio in poi, sarebbero state gestite dal dipartimento Risorse Economiche, in collaborazione con la società Aequa Roma. Inoltre, era stata concordato un periodo, fino al 1° ottobre, in cui Equitalia e Campidoglio si sarebbero dovuti accordare sulla gestione delle cartelle esattoriali rimaste in sospeso.
Non solo. Si era decisa anche l’istituzione di un comitato etico del contribuente, atto ad aiutare il cittadino che avesse voluto dimostrare di non essere in grado di poter saldare i propri debiti. Il comitato, in quel caso, avrebbe avuto il compito di decidere la sospensione temporanea o la rateizzazione del debito del contribuente in difficoltà economiche.
Ora, facciamo un salto e torniamo ai giorni più recenti. L’Italia è retta dal governo delle larghe intese e questo governo emana il “decreto del fare”, in cui è inserita una proroga di 6 mesi, fino al 31 dicembre, in cui si stabilisce che saranno mantenuti in vita tutti gli accordi già esistenti con Equitalia. Il decreto del fare, così, aveva lanciato la patata bollente direttamente nelle mani di Ignazio Marino che, proprio in questi giorni (come è avvenuto) e dopo aver discusso con il neo assessore al Bilancio, Daniela Morgante, avrebbe dovuto prendere una decisione (e trasformarla in delibera), per capire se prorogare il rapporto con Equitalia a Roma, o mantenere in vita gli accordi già assunti da Gianni Alemanno (e in quel caso la delibera firmata da Marino, avrebbe dovuto contenere un ulteriore provvedimento che indicasse, ad hoc, modalità e tempi di riscossione, così come era stato deciso dalla stessa delibera 180: Alemanno, infatti, stabiliva che gli uffici capitolini, entro il 30 giugno, avrebbero dovuto inviare alla giunta una relazione, così da poter varare nel dettaglio le nuove modalità di riscossione dei tributi con ulteriore delibera). Ai romani, a quanto pare, toccherà fare di nuovi i “conti” – in tutti i sensi – con Equitalia.