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mercoledì 16 aprile 2014

“Roma in scena”, manifesto e cuore di un rinascimento che ha rivoluzionato la cultura


da secoloditalia.it

Roma in scena, una visione comunitaria per la cultura italiana. Il titolo del libro di Federico Mollicone è già un manifesto programmatico: il saggio dell’ex presidente della Commissione Cultura di Roma capitale (con un’introduzione di Michele Rak, uno dei massimi esperti europei di barocco, pubblicato da Palombi Editori), presentato al salone d’Onore del Museo di Roma a Palazzo Braschi, è una raccolta preziosa delle testimonianze dei protagonisti che in questi anni hanno contribuito alla valorizzazione del patrimonio artistico della Città eterna. L’elegante volume, con 115 testimonianze e 170 magnifici scatti fotografici, offre uno spaccato emozionante della scena culturale romana e italiana raccontando un nuovo rinascimento. Il saggio rimette la cultura al centro della visione della nazione attraverso una progettualità che ha rivoluzionato il palinsesto di Roma definendo i principi di mecenatismo e sussidiarietà tra pubblico-privato nelle attività di tutela e valorizzazione dei giacimenti culturali italiani. «Un atto d’amore verso Roma», l’ha definito l’autore, esperto di comunicazione integrata, che nel corso della straordinaria esperienza di governo della capitale, con un gioco di squadra, ha ridefinito l’agenda artistica della città. Nessun rimpianto. Nessuna autocelebrazione. Roma in scena è soprattutto una raccolta di «buone pratiche e proposte da declinare al futuro», la sintesi di una visione e il cuore di un manifesto della cultura in dieci punti. «Il libro – spiega Mollicone – non parla di passato e non celebra nessuna cronaca politica, è un percorso corale, dalla commedia dell’arte al carnevale romano, fatto di persone, un tentativo di riscostruire il mosaico della nostra storia e dell’identità italiana, è la vittoria di una  comunità nazionale». Stelle polari: l’educazione al rispetto della tradizione, al gusto del bello, l’investimento nei servizi culturali, la riscoperta e la promozione delle identità locali per trasformare Roma in un polo d’attrazione di respiro internazionale attraverso il coinvolgimento delle realtà culturali, delle associazioni e degli operatori (uno dei capitoli del volume è dedicato alla Casa della Romanità, sodalizio di 20 associazioni culturali creato su impulso di Mollicone). «Abbiamo impresso un cambiamento significativo rispetto al passato,  ricomponendo un tessuto culturale sfilacciato, dando prova di una gestione efficiente del patrimonio locale». Tra gli esempi più significativi la realizzazione di tre circuiti culturali (Roma in scena, Roma segreta, lo Sport nei Parchi) che hanno ampliato l’offerta culturale nella Capitale. La valorizzazione dell’arte equestre, la tradizione militare e quella buttera con la rinascita della commedia dell’arte e del Carnevale romano, dimenticato da più di 150 anni, che è diventato la più importante manifestazione internazionale di Roma Capitale. E ancora le grandi mostre di Leonardo, Michelangelo e Canova, importanti esposizioni di arte moderna e contemporanea, la lirica, il teatro, la danza. Alla presentazione del volume si sono alternati al microfono la curatrice Veronica D’Agostino e alcuni ospiti illustri di diverse provenienze e sensibilità per confrontarsi sui temi più caldi del dibattito culturale contemporaneo: da Giorgia Meloni a Pietro Folena, da Fabio Rampelli a Umberto Marroni, moderati dall’editorialista Giampaolo Rossi.

lunedì 14 aprile 2014

A Colle Oppio c'è già aria di Primavera





da romait.it

Si è svolta ieri, nella cornice del Parco di Colle Oppio, a due passi dal Colosseo, la Festa di Primavera , alla sua prima edizione, che ha visto la partecipazione di molte Associazioni culturali e di quartiere – come RomaAntica, Modavi Onlus, Gruppo Storico Romano, Laboratorio D'Azione - ma soprattutto di famiglie e bambini.

La giornata è iniziata alle 10, con incontri dedicati sia ai bambini, che ai più grandi. Da una parte, una lezione dimostrativa di prepugilistica, dall’altra la Protezione Civile con i bambini.
Verso le 12, si è svolto un dibattito, al quale hanno preso parte anche Andrea De Priamo, Federico Mollicone, Romolo Staccioli e Sandro Bari. Il fulcro del dibattito: la Domus Aurea (richiusa poco dopo la restaurazione e nuovamente da restaurare) e il Parco della Polveriera, nella parte di Colle Oppio c.d. ‘alta’.  
Le iniziative, soprattutto per i bambini, sono continuante anche nel pomeriggio. Alcuni ‘Gladiatori’ hanno anche portato nella ‘Roma Antica’ i bambini presenti.

Si è trattato di una bella ed importante iniziativa: un grande coinvolgimento per chiedere la riqualificazione del Parco, affinché questo torni nella piena disponibilità del territorio e dei cittadini.
Un sentiero, questo, del percorso insaugurato con la mozione a firma di FdI-An – approvata dall’Assemblea Capitolina con 23 voti favorevoli, 4 contrari e 0 astenuti – avente ad oggetto l’impegno, per il sindaco e la Giunta, di effettuare “i necessari e immediati interventi di sgombero e bonifica del parco di Colle Oppio, a predisporre un programma di controllo costante di tutta l'area da parte del corpo di polizia locale di Roma Capitale, in stretto coordinamento con la polizia di Stato, volto a prevenire ogni occupazione abusiva del parco e a impedire al suo interno il compimento di qualunque attività illegale”.

Gli organizzatori, tra cui Francesco Todde, si dicono soddisfatti della buona riuscita dell’iniziativa: “Finalmente abbiamo fatto rivivere il parco – ha dichiarato – che fino a un mese fa era in condizioni di degrado allucinanti”.

Stefano Tozzi, consigliere del I Municipio Roma Centro, e Andrea De Priamo, portavoce della Costituente Romana FdI-An, invitati alla Festa e al dibattito insieme ad altri esperti, hanno anche sottolineato l’importanza del coinvolgimento della Soprintendenza ai Beni Culturali nel progetto di riqualificazione di questo Parco, soprattutto per quanto riguarda gli interventi da portare a termine nella zona della Domus Aurea.

In occasione della 'Festa di Primavera', è partita anche una raccolta firme per chiedere la riqualificazione del Parco di Colle Oppio.

venerdì 4 aprile 2014

E' Viale Manzoni o Berlino Est???





da romait.it

“Abbattiamo il muro” è lo slogan di chiusura del volantino, a firma di Federico Mollicone e Stefano Tozzi, distribuito stamani dai militanti di Fratelli d’Italia a residenti e commercianti dell’Esquilino.

Un grido che fa eco alla Berlino est d’altri anni, diventato paradossalmente attuale per quellaporzione di cittadini ‘separata’ in seguito all’intervento di pedonalizzazione dei Fori Imperiali voluto da Marino. Residenti e commercianti, separati dalla lunga barriera di new jersey, si sono uniti a Fratelli d’Italia per chiedere all’Amministrazione di mantenere fede agli accordi presi.

“Siamo qui in viale Manzoni, angolo via Merulana, per denunciare l’ennesima presa in giro che la giunta Marino sta compiendo nei confronti dei cittadini del Rione Esquilino, ai quali, prima di Natale, era stata promessa la rimozione delle barriere di new jersey sia su via Labicana che su viale Manzoni” - racconta Stefano Tozzi, presente all’azione di stamani con i suoi ragazzi.
 “Quando siamo arrivati sotto le Feste i lavori sono stati sospesi e viale Manzoni è rimasta così com’era stata organizzata in seguito alla finta pedonalizzazione” - denuncia Tozzi, allarmato da questioni non meramente estetiche, ma anche legate alla non compatibilità delle barriere con i canoni della sicurezza stradale.

Stando a quanto apprendiamo sul posto, quella della rimozione del new jersey è solo una tra le tante promesse non mantenute dal Sindaco, infatti, “era anche stato promesso di ripristinare i parcheggi a spina, di utilizzare le vecchie caserme per i parcheggi e di mettere i cordoli in via Emanuele Filiberto per permettere al tram di farsi strada nel marasma di traffico che attanagli l’Esquilinio” - conclude Tozzi.

domenica 16 febbraio 2014

Il prefetto boccia l’occupazione del “Valle”. Fratelli d’Italia: ora lo sgombero immediato, il teatro torni ai romani


secoloditalia.it

La Fondazione Teatro Valle, costituita dagli occupanti abusivi lo scorso settembre, è stata bocciata dal Prefetto di Roma per mancanza di presupposti. La decisione, anche se tardiva, dovrebbe mettere la parola fine all’occupazione illegittima che si trascina da giugno 2011 dello stabile che ospita uno dei palcoscenici più prestigiosi della capitale, un gioiello barocco del ’700 ricco di storia e di cimeli. Il progetto del collettivo di occupanti (cinque dei quali indagati per occupazione abusiva di uno spazio pubblico) non ha i requisiti richiesti dalla legge. Quale istituzione culturale può utilizzare un bene demaniale “rubato” alla collettività? E poi alla fondazione, tenuta a battesimo dall’amico Stefano Rodotà, mancano anche i requisiti tecnici fondamentali: dalla certificazione della sicurezza  all’attestazione di agibilità a garanzia del pubblico. Finora sul terreno della legalità il Campidoglio e il governo non hanno brillato per protagonismo.  Dal 2011 non si contano i testimonial dell’intelligenza di sinistra che si sono spesi a difesa degli occupanti radical chic che hanno approfittato del vuoto dovuto alla riorganizzazione dell’Eti per mettere le mani sul prestigioso teatro romano. «Per noi non cambia nulla,  il dialogo rispetto al Valle rimane in piedi» ha commentato l’assessore capitolino alla Cultura, Flavia Barca, che a ottobre ha assunto la portavoce della Fondazione (fglia di Cappon) a dimostrazione della “neutralità” dell’amministrazione. Gli occupanti (scandalizzati per un controllo della Digos) restano sul piano di guerra mentre il coordinatore di Cantiere democratico, Stefano Pedica, denuncia «lo schiaffo alla cultura e ai professionisti che hanno salvato il teatro dalla chiusura». «Ma è falso», ribatte Federico Mollicone, che all’epoca dell’occupazione era presidente della commissione Cultura della giunta Alemanno, e che che per primo, insieme al consigliere Fabrizio Ghera, ha denunciato lo scippo. Nel 2011, infatti, il Comune aveva già programmato una stagione teatrale provvisoria preparata insieme all’Argentina, che è saltata a causa dell’autogestione illegittima ammantata di intenti culturali. Nel silenzio generale, gli esponenti di Fratelli d’Italia per primi avviarono la campagna per la restituzione del Valle ai romani con la richiesta dell’”>immediato sgombero degli occupanti, l’avvio di un bando pubblico aperto a tutti e il conteggio del danno erariale. Lo scorso ottobre Fabio Rampelli ha presentato un ordine del giorno alla Camera approvato dall’Aula e accolto come “raccomandazione” dal distratto ministro Bray, che ora non può più tergiversare dopo aver benedetto l’autogestione partecipando in prima fila alla presentazione di un libro. «Ora si proceda allo sgombero immediato senza alcuna “riparazione” per gli occupanti abusivi, colpevoli di un reato punibile dal Codice, e la Corte dei Conti verifichi l’entità del danno erariale», alza la posta Mollicone  denunciando le complicità delle istituzioni, che da quasi tre anni collaborano di fatto all’«operazione esproprio» di uno dei più antichi palcoscenici della capitale.

sabato 14 dicembre 2013

Fiaccolata contro il degrado del Parco di Colle Oppio


da ilmessaggero.it

Fiaccole contro «il degrado del Parco di Colle Oppio». È l'iniziativa che si è svolta questa sera nella zona del parco, dopo il reportage-denuncia del Messaggero. Al corteo hanno preso parte, oltre ad abitanti della zona, anche Federico Mollicone, dirigente nazionale di Fratelli d'Italia. «Vi hanno partecipato centinaia di residenti - riferisce -, contro il degrado e l'insicurezza del parco». In una locandina di annuncio dell'evento, sottoscritta da diverse associazioni e comitati si legge: «Il problema del Parco di Colle Oppio è anche la sua generale riqualificazione. Quali progetti sono previsti?».


In una nota congiunta con il vice capogruppo di Fratelli d'Italia alla Camera Fabio Rampelli, Mollicone scrive: «Da mesi il parco di Colle Oppio a Roma vive una situazione di degrado senza precedenti: una tendopoli a cielo aperto nel quale più di 100 immigrati bivaccano all'interno di un'area di alto pregio architettonico e paesaggistico. Uno scempio a due passi dal Colosseo e nella totale indifferenza del ministro dell'Integrazione Kyenge e del sindaco di Roma Marino, che oltre a solidarizzare fintamente, lasciano circa 80 richiedenti asilo politico, quasi tutti di origine africana, in un'area archeologica e nemmeno espellono i clandestini. Kyenge e Marino non hanno alzato un dito per trasferire in adeguati centri d'accoglienza queste persone, molte delle quali accampate in rifugi di fortuna e in condizioni di estrema precarietà soprattutto in questi giorni di grande freddo. Tale stato di abbandono del parco provoca non solo problemi di igiene e di sicurezza, ma anche di tensione sociale visto che alcuni immigrati godono peraltro dello status di rifugiati politici».

«Oltre ad esprimere vicinanza e solidarietà ai residenti annunciamo la partecipazione alla fiaccolata di questa sera contro il degrado - concludono -. Fratelli d'Italia presenterà un'interrogazione parlamentare al ministro dell'Interno Alfano e al ministro dell'Integrazione Kyenge per chiedere il ripristino della legalità all'interno dell'area, l'espulsione dei clandestini e il trasferimento degli immigrati in centri di accoglienza».

da ilquotidianodellazio.it

Cento fiaccole contro il degrado: è questa l'iniziativa promossa dai residenti e comitati di quartiere che hanno sfilato oggi. La lunga serpentina ha compostamente percorso Viale del Monte Oppio per protestare contro lo stato d'abbandono in cui versa uno dei parchi storici più belli e centrali di Roma

La protesta si è conclusa con un comizio in cui tutte le realtà hanno preso la parola e descritto le criticità cui odiernamente i residenti sono esposti. Gli iscritti del centro anziani, le mamme e i frequentatori dell'area verde hanno focalizzato i loro interventi su igiene e sicurezza.
"Le fontanelle emanano odore di urina e a terra è pieno di siringhe": così afferma una mamma che ha protestato insieme al proprio figlio "nonostante il freddo, perchè la situazione è progressivamente diventata insostenibile e va denunciata".
"Peggio del terzo mondo", sostiene invece un atleta che tutte le mattine è costretto a fare lo slalom tra rifiuti e avanzi di pic nic sparpagliati ovunque.
"Bisogna riqualificare il parco, l'unica discarica a cielo aperto che ospita le meraviglie più belle del mondo", afferma un altro.

Per fortuna sul tema c'è un'interrogazione parlamentare, come comunica Federico Mollicone di Fratelli d'Italia, e in particolare sulla questione immigrazione e sulla maxi-tendopoli abusiva presente all'interno del parco.
Ancora da Fratelli d'Italia si solleva la voce del consigliere del I Municipio Stefano Tozzi, che fa riferimento al grosso investimento sostenuto dalla nuova amministrazione di Roma Capitale per valorizzare i beni monumentali e i Fori Imperiali: "A 100 metri dalle attenzioni del Sindaco - sostiene Tozzi - c'è il parco storico di Colle Oppio con le sue fontane monumentali, i ruderi romani e la stupenda Domus Aurea". "Eppure - prosegue il consigliere di Fratelli d'Italia - quest'area di indiscutibile pregio archeologico è stata inspiegabilmente esclusa dal piano di valorizzazione cittadina".

In attesa di ottenere risposte, i cittadini mantengono accesa la loro fiaccola, facendo luce sulle realtà dimenticate di Roma.

giovedì 23 maggio 2013

Nel ricordo degli esuli Fiumani, Istriani e Dalmati



L'amore per il territorio e per il Rione Esquilino si manifesta anche con la conservazione della memoria. La sezione del MSI di Colle Oppio si chiamava Istria e Dalmazia proprio perchè i maggiori frequentatori erano i profughi giuliano-dalmati che vivevano all'Esquilino nelle caserme di Santa Croce e nelle zone limitrofe Colle Oppio. Abbiamo restituito un pezzo di storia che si stava dimenticando nel Rione, una storia di italiani due volte, per nascita e per convinzione che furono accolti fraternamente a Roma a differenza dell'accoglienza che i comunisti a Bologna gli riservarono. La domenica pomeriggio nella sezione c'era una piccola balera dove si ballava ed i maggiori frequentatori erano giuliano-dalmati. Gli anni del dopoguerra, gli anni delle manifestazioni per Trieste italiana, gli anni che videro protagonista la destra sono un patrimonio del rione. Ieri abbiamo salutato quei profughi con deferente rispetto e con convinto orgoglio. La maestra fiumana che ha vissuto nelle caserme di Santa Croce per 3 anni alla cerimonia ha dichiarato: " abbiamo tanto sofferto, c'erano pochi soldi ma la dignità non ci è mai mancata e ce l'abbiamo fatta!". Evviva

domenica 12 maggio 2013

Via Statilia finalmente è parco!







Dopo 20 anni grazie al nostro impegno viene riqualificata l'intera area che comprende l'acquedotto romano di Via Statilia e viene realizzato un parco funzionale ai cittadini con panchine e passeggiata lungo gli archi e con esso la cancellata di protezione nelle ore notturne.
Un progetto fortemente voluto da tutti noi e condiviso con i cittadini ed i residenti del Rione.