venerdì 4 aprile 2014

E' Viale Manzoni o Berlino Est???





da romait.it

“Abbattiamo il muro” è lo slogan di chiusura del volantino, a firma di Federico Mollicone e Stefano Tozzi, distribuito stamani dai militanti di Fratelli d’Italia a residenti e commercianti dell’Esquilino.

Un grido che fa eco alla Berlino est d’altri anni, diventato paradossalmente attuale per quellaporzione di cittadini ‘separata’ in seguito all’intervento di pedonalizzazione dei Fori Imperiali voluto da Marino. Residenti e commercianti, separati dalla lunga barriera di new jersey, si sono uniti a Fratelli d’Italia per chiedere all’Amministrazione di mantenere fede agli accordi presi.

“Siamo qui in viale Manzoni, angolo via Merulana, per denunciare l’ennesima presa in giro che la giunta Marino sta compiendo nei confronti dei cittadini del Rione Esquilino, ai quali, prima di Natale, era stata promessa la rimozione delle barriere di new jersey sia su via Labicana che su viale Manzoni” - racconta Stefano Tozzi, presente all’azione di stamani con i suoi ragazzi.
 “Quando siamo arrivati sotto le Feste i lavori sono stati sospesi e viale Manzoni è rimasta così com’era stata organizzata in seguito alla finta pedonalizzazione” - denuncia Tozzi, allarmato da questioni non meramente estetiche, ma anche legate alla non compatibilità delle barriere con i canoni della sicurezza stradale.

Stando a quanto apprendiamo sul posto, quella della rimozione del new jersey è solo una tra le tante promesse non mantenute dal Sindaco, infatti, “era anche stato promesso di ripristinare i parcheggi a spina, di utilizzare le vecchie caserme per i parcheggi e di mettere i cordoli in via Emanuele Filiberto per permettere al tram di farsi strada nel marasma di traffico che attanagli l’Esquilinio” - conclude Tozzi.

giovedì 3 aprile 2014

Meloni “Insieme a Le Pen per uscire dall'euro”



da affaritaliani.it

Giorgia Meloni è atterrata a Bruxelles per incontrare Marine Le Pen in vista delle prossime elezioni europee. In una intervista esclusiva adAffaritaliani.it il leader di FdI spiega: “Con Marine condividiamo molte battaglie, a partire dalla lotta contro questo euro, un marco tedesco travestito”. E aggiunge: “Renzi è andato dalla Merkel in cerca di approvazione. Una cosa mai vista”.
L'INTERVISTA
Onorevole Meloni, oggi ha avuto un lungo colloquio con il leader del Front National, che cosa vi siete detti?
"In vista delle prossime elezioni europee, abbiamo avviato un giro di consultazioni con quelle le forze che condividono con noi l'esigenza di modificare la struttura delle istituzioni europee, di restituire i diritti e la sovranità ai popoli e di dire basta alla gabbia dell'Euro.  Abbiamo incontrato forze che non si sono piegate ai ricatti dei grandi partiti e che condividono con noi la sfida di costruire un'Europa schierata con i popoli e non con le caste: i Conservatori e Riformisti e la Le Pen, con la quale ci siamo congratulati per eccezionale risultato delle amministrative".
Vi presenterete da alleati alle elezioni?
“No, Fratelli d'Italia-Alleanza Nazionale correrà da sola”.
Il Front National ha una storia di collaborazione con la Lega Nord che dura ormai da alcuni mesi. Eppure Fratelli d'Italia è un partito più affine a quello francese, penso ad esempio alla questione dell'unità nazionale, un valore fondante sia per voi che per la Le Pen, e che invece vede la Lega su posizioni opposte. Perché il Fn ha scelto Salvini come alleato e non voi?
“Qui non stiamo facendo una gara con la Lega in cui in premio c'è l'alleanza con il Fn. Oggi ho ascoltato le valutazioni che Marine Le Pen fa sul rapporto con l'Europa e con l'euro e mi sono ritrovata a condividerne molte. Ho avviato con questo movimento dei contatti che mi sembrano interessanti pur mantenendo ciascuno le proprie diversità”.
Farete un gruppo unico a Strasburgo una volta che si saranno chiuse le elezioni?
“Decideremo dopo il voto a quale famiglia europea aderire. Certamente rispetto a singoli temi si può di volta in volta trovare delle sinergie con il Front National”.
Fratelli d'Italia-Alleanza Nazionale chiede che l'Italia abbandoni l'euro e torni alla lira?
“Assolutamente sì. Noi non abbiamo una moneta unica, l'euro non è la sintesi delle economie che compongono l'Europa. Abbiamo piuttosto adottato il marco tedesco cambiandogli nome. Questo ha avuto come effetto quello di rafforzare le economie più forti e indebolire quelle più deboli”.
Ci sono delle vie di mezzo tra il rimanere con questo euro e tornare alla lira. Non si può trovare un compromesso? Qualcuno parla di un euro a due velocità...
“Noi arriviamo alla richiesta di uscire dall'euro dopo aver tentato tutte le altre strade. Dopo aver chiesto la revisione dei trattati, dopo aver chiesto un euro che fosse completamente diverso, dopo aver chiesto che all'unione monetaria si accompagnasse anche una unione politica e di regole comuni. Ma abbiamo sempre trovato porte chiuse, non mi sembra che ci sia la disponibilità da parte di chi comanda in Europa di prendere altre strade. Mettendo sul piatto della bilancia stare nell'euro a queste condizioni e stare fuori io voto per la seconda, se non altro perché risparmiamo qualcosa come 60 miliardi di euro l'anno che sono quelli che l'Ue ci costa”.
Chi è che comanda in Europa?
“E' innegabile che la Germania ha un peso preponderante nell'Unione. Lo vediamo in tutte le decisioni prese qui a Bruxelles e lo abbiamo visto quando c'è stata l'introduzione della moneta unica”.
Perché gli Stati mediterranei, ma anche l'Irlanda, non chiedono alla Germania di uscire dall'euro allora?
“Potrebbe accadere, ma la vedo difficile. Di fatto non esiste l'euro senza la Germania. L'euro è tarato su Berlino”.
Secondo lei Renzi riesce a tenere testa alla Merkel?
“Io ho visto un premier che è andato dalla Merkel con la sua riforma del lavoro perché fosse bollinata e approvata. Una cosa che non si è mai vista. Dopo aver dichiarato grandi intenzioni bellicose è andato dalla Cancelliera e le ha detto che avremmo rispettato tutti i trattati. Poi è andato a parlare con la Commissione europea ed è stato liquidato con un sorrisino. E' intollerabile che il nostro premier sia trattato così da delle persone che dovrebbero solo andare a casa e che ci hanno imposto politiche economiche disastrose”.
Martedì è stato da Cameron, sembra che abbia avuto il suo appoggio, no?
“Renzi ha parlato con Cameron e lì, a Londra, ha esaltato i dati sulla disoccupazione inglese, incensando le loro performance economiche. Ha dimenticato però che in Gran Bretagna non c'è l'euro, ma la sterlina. E che c'è una banca centrale che si comporta come tale e non si occupa solo di mantenere sotto controllo l'inflazione”.
Il vostro programma su certi temi coincide con quello di Grillo. Prevede una alleanza con il Movimento 5 Stelle?
“Credo che Grillo prima debba chiarire che cosa vuole fare. Sull'euro ad esempio non si capisce se voglia fare un referendum oppure no. E comunque non mi sembra che i grillini siano disponibili al dialogo”.

lunedì 31 marzo 2014

I Sikh, gli indiani che stanno con i Marò


da ilprimatonazionale.it

Milano, 28 mar – C’erano più di trecento turbanti arancioni due giorni fa in piazza Fontana a Milano, accompagnati da donne in eleganti abiti bianchi. Comunità Sikh (che significa semplicemente “discepoli”) indiane provenienti da tutta Italia per chiedere a gran voce il rilascio immediato dei nostri Marò. Ma i fieri discendenti dei dieci guru, che vissero in India tra il XV ed il XVII secolo, non si sono limitati ad un’estemporanea protesta pacifica.Hanno promosso in tutta la nostra penisola una petizione, solo a Milano sono state 5 mila le firme raccolte, e scritto una lettera al sindaco Pisapia per chiedere che i soldati italiani detenuti in India vengano liberati e giudicati in Italia.
“Siamo con voi per liberare i due Marò”, ha dichiarato il presidente della Indian Sikh Community Kang Sukhdev Singh. “Noi – ha precisato Jasbir Singh Toor, presidente della comunità Sikh di Cortenuova, in provincia di Bergamo – chiediamo che il governo indiano faccia chiarezza sulla vicenda”. Le firme raccolte con la petizione verranno poi consegnate al governo indiano e a quello italiano, oltre che agli avvocati dei Marò.
In Italia il sikhismo, diffuso principalmente nello stato indiano del Punjab, è praticato da circa 70 mila fedeli, che credono nella luce della saggezza destinata a sconfiggere il buio dell’ignoranza.
Appartengono ad una confessione religiosa che per secoli ha subito persecuzioni e discriminazioni senza mai piegare la testa, anche grazie ai loro leggendari combattenti che hanno fatto propri lo yoga marziale e la Shastar Vidiya, la complessa ’scienza delle armi’ dell’antica cultura guerriera. Custodi di una tradizione risalente al XVI secolo d.C e fedele all’opera di Godibh Singh, che incoraggiò i discepoli alla formazione di un esercito di “soldati consacrati”. Mistici guerrieri ma anche straordinari studiosi che costituiscono buona parte degli ingegneri, dei tecnici, dei piloti e in generale dei principali lavoratori qualificati di tutto il subcontinente indiano.
Una comunità potente che ha espresso anche politici e rappresentanti istituzionali fedeli in primo luogo all’etica della propria comunità, senza però rinnegare mai la storica appartenenza alla Madre India. Così come i Sikh che vivono in Italia sentono oggi di dover dare il loro contributo disinteressato per il paese che li ha accolti e per la libertà dei Marò: “Noi ci sentiamo italiani, e non vediamo l’ora che la vicenda si concluda positivamente, perché stiamo vivendo questa situazione con molta difficoltà”, ha detto il presidente della comunità Sikh in Italia Kang Sukhdev Singh.

sabato 29 marzo 2014

La rinascita di Colle Oppio


da romait.it

“L’Assemblea capitolina ha approvato con 23 voti favorevoli, 4 contrari e 0 astenuti la mozione a firma congiunta Fdi-An che impegna il sindaco e la giunta oltre che ad effettuare i necessari e immediati interventi di sgombero e bonifica del parco di Colle Oppio, a predisporre un programma di controllo costante di tutta l'area da parte del corpo di polizia locale di Roma Capitale, in stretto coordinamento con la polizia di Stato, volto a prevenire ogni occupazione abusiva del parco e a impedire al suo interno il compimento di qualunque attività illegale”  -  questo l’annuncio diffuso da Fabrizio Ghera, capogruppo di Fratelli d'Italia-Alleanza Nazionale.
Il provvedimento prevede anche la riqualificazione delle aree più critiche del Parco di Colle Oppio e la valorizzazione del vecchio Roseto Comunale. Gli interventi vedranno il diretto coinvolgimento di cittadini e associazioni di residenti che da sempre si battono per il ripristino di legalità e decoro di quell’area.
“Esprimo grande soddisfazione per l’approvazione della mozione su Colle Oppio, una battaglia che Fratelli d’Italia porta avanti da tempo e che per primi abbiamo denunciato al fianco di residenti e cittadini”  -  commenta Stefano Tozzi, capogruppo nel Municipio I FdI-An. Tozzi ed i ragazzi della sezione di Colle Oppio avevano coralmente denunciato lo stato di degrado ed abbandono del Parco con una fiaccolata in viale del Monte Oppio lo scorso Dicembre.
“FdI rimarrà al fianco dei cittadini e vigilerà affinché l’Amministrazione capitolina provveda ad inserire le risorse necessarie per avviare una riqualificazione complessiva del parco di Colle Oppio e delle aree adiacenti”  -  conclude Tozzi.