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giovedì 31 dicembre 2015

Viva l'Italia


L’Italia occupa lo 0,5% della Terra, e ci vive lo 0,83% dell’umanità.

Le condizioni bio climatiche sono uniche al mondo, 
permette alla penisola di essere la prima nazione 
al mondo per biodiversità:

7.000 differenti vegetali, segue il Brasile con 3.000
58.000 specie di animali, segue la Cina con 20.000
1.800 vitigni spontanei da uva, segue la Francia con 200
997 tipi di mele, in tutto il mondo ne esistono 1.227
140 tipi di grano, seguono gli USA con 6

L’Italia possiede il 70% del patrimonio artistico e umano,
il rimanente 30% è sparso in tutto il resto del pianeta.

Viva l'Italia!
Buon anno di Lotta e Vittoria.

domenica 20 dicembre 2015

Firenze, tanti in corteo contro il governo Renzi







FIRENZE, TANTI IN CORTEO CONTRO IL GOVERNO RENZI E L'IMMIGRAZIONE CLANDESTINA
"SOVRANITÀ" E "IDENTITÀ" LE PAROLE D'ORDINE DELLA MANIFESTAZIONE CHE SI È SVOLTA SENZA PROBLEMI, NONOSTANTE LA CONTRO MANIFESTAZIONE DEI "SOLITI ANTAGONISTI"

Hanno risposto in più di 500, molti di loro giovanissimi, all'appello di Casaggì e Fratelli d'Italia di scendere in piazza, sotto lo slogan "Prima gli Italiani", per manifestare il più assoluto dissenso alle politiche del governo Renzi in termini di immigrazione, economici e sociali.

"Abbiamo violato - esordisce Marco Scatarzi, a nome di Casaggì e Gioventù Nazionale - la roccaforte del Partito Democratico e della sinistra renziana per lanciare un forte messaggio al governo: chiusura e controllo delle frontiere, messa in discussione dello Ius Soli e della cittadinanza rapida e stop al business dell'accoglienza con cui si stanno arricchendo le solite cooperative rosse".
 "Le nostre parole d'ordine - prosegue Scatarzi - sono quelle della 'sovranità' e della 'identità': recuperare la capacità di determinare il nostro destino di popolo e di nazione, liberandolo dal dominio del mercato e delle oligarchie della finanza".

"I giovani italiani - ha detto invece Marco Perissa, presidente di Gioventù Nazionale - pagano dazio nei confronti dei loro coetanei degli altri paesi europei che, a casa loro, sono tutelati, salvaguardati e protetti dai rispettivi governi nazionali che, giustamente, investono sul futuro delle loro nazioni.
In Italia invece accade l'esatto contrario, a causa di un governo che anziché garantire un futuro ai propri giovani, preferisce garantirlo alle banche ed agli speculatori finanziari".

"Abbiamo scelto Firenze e la Toscana - ha concluso la manifestazione Francesco Torselli, consigliere comunale fiorentino e portavoce regionale di FdI-An - non a caso, ma perché da questa nostra terra stanno emergendo tutti gli scandali, gli inciuci, i favoritismi di questo governo che, giorno dopo giorno, sta perdendo, per fortuna, tutta la fiducia del popolo che si era guadagnato coi soliti slogan e le solite frasi ad effetto dalle quali, noi fiorentini, siamo ormai vaccinati.
Una cosa è certa: fino a quando ci sarà da scegliere se stare dalla parte del popolo italiano, oppure dalla parte delle banche, dell'alta finanza e delle oligarchie sovranazionali, state tranquilli, anzi 'state sereni' che questo governo starà sempre dalla parte di quest'ultimi, mentre noi staremo dall'altra parte".

mercoledì 18 novembre 2015

Sabato 19 dicembre Corteo Nazionale!


CONTRO L'IMMIGRAZIONE, PER LA SOVRANITA'.
DIFENDIAMO LA NAZIONE, RIPRENDIAMOCI LE NOSTRE CITTA'.

Sabato 19 dicembre Gioventù Nazionale scende in piazza con un grande corteo nazionale nel cuore di Firenze: l’obiettivo è quello di lanciare un forte messaggio al governo Renzi, nella sua città d’origine. Una mobilitazione popolare contro l’emergenza dell’immigrazione clandestina gestita in modo fallimentare da una sinistra che ha aperto i confini dell’Italia con rischi enormi per il tessuto sociale, economico e culturale di una Nazione che vive un momento di crisi e che, dopo gli attacchi di Parigi, deve confrontarsi con il pericolo del terrorismo. 

Il pericolo dell’infiltrazione del fondamentalismo islamico, lo Ius Soli e la cittadinanza rapida, le cooperative rosse che gestiscono il business milionario dell’accoglienza, lo sfruttamento della manodopera a basso costo, l’abbandono delle nostre periferie, l’assenza di un futuro per i nostri giovani, l’abolizione del reato di clandestinità, l’insicurezza e la criminalità in crescita, la subordinazione verso un’Europa che non tutela i nostri interessi, la concessione di diritti agli stranieri che i nostri connazionali si vedono negati, l’abusivismo e il degrado nei nostri centri storici, l’attacco ripetuto ai pilastri fondanti della nostra Civiltà e della nostra Tradizione, l’assenza di una politica estera di respiro mediterraneo e continentale, i rischi connessi alla società multietnica: sono solo alcuni dei problemi che, da italiani, abbiamo il dovere di affrontare e risolvere. 

Con noi ci sarà la gente che non vuole chinare il capo. Un popolo al quale non può essere negata la legittima difesa; un Popolo che chiede sicurezza; un popolo che sta subendo gli errori di una classe politica scollegata dalla realtà; un Popolo che vuole poter contare sul diritto ad una casa e ad una stabilità lavorativa; un Popolo stanco di delegare e di subire. 

E’ il nostro Popolo, quello che non vuole rinunciare alla propria identità, che vuole vivere in un paese sovrano, che crede nella giustizia sociale, che vuole restituire una dignità all’Italia e dare una speranza ai propri figli.

SABATO 19 DICEMBRE ORE 16
PIAZZA DELL’UNITA’ - FIRENZE
GRANDE CORTEO TRICOLORE

A seguire cena sociale e 
CONCERTO di ROCK IDENTITARIO 
a CASAGGì FIRENZE, in via Frusa 37.

mercoledì 12 novembre 2014

Gorrini, quel «top gun» (di Salò) che terrorizzava le Fortezze volanti



da corriere.it

Nell’Aeronautica militare italiana era una specie di leggenda: l’ultimo degli «assi» - e a detta di tanti il migliore - del cielo. Luigi Gorrini, questo il suo nome, si è spento a Piacenza, all’età di 97 anni. Durante la Seconda guerra mondiale abbattè 24 aerei, a sua volta fu abbattuto 5 volte, lanciandosi con il paracadute e restando vivo, nonostante gravi ferite, grazie a circostanze che ebbero del miracoloso. Atterrando su stagni e chiome di alberi che attutirono la violenza dell’impatto.
«Con Salò perché volevo difendere le città dai bombardamenti»
Meglio chiarirlo subito: gli aerei abbattuti erano tutti inglesi e americani, Spitfire, Mustang, Lightning, Fortezze volanti. Perché dopo l’8 settembre Gorrini, senza esitazioni, lasciò la Regia Aeronautica per volare sui caccia della Repubblica Sociale di Salò. Un’adesione spiegata così: «Dopo aver volato per tre anni fianco a fianco con i piloti tedeschi, sulla Manica, in Nord Africa, Grecia, Egitto, Tunisia e - infine - sulla mia patria, avevo fatto amicizia con alcuni di loro... non volevo fare la banderuola, per dire così, e forse sparare sui miei amici tedeschi. Inoltre, volevo proteggere le città del Nord Italia dai bombardamenti indiscriminati, per quanto possibile».
Ufficiale solo dopo la pensione
Gorrini entrò in Aeronautica giovanissimo. Pilota sottufficiale. Ufficiale lo diventò soltanto dopo la pensione, nel 1979. Finita la guerra, era rientrato nei ranghi dell’Aeronautica militare nonostante l’opposizione iniziale del comando alleato, che non aveva dimenticato come l’aviatore italiano pareva aver fatto quasi un fatto personale di quei duelli in cielo contro i caccia di Raf e Air Force. Volando con le insegne di Salò, Gorrini abbattè diversi bombardieri in missione nel Nord Italia. «Inventò» una tecnica di attacco che gli valse l’ammirazione della Luftwaffe dalla quale ricevette anche due Croci di guerra. In sostanza, superava la quota di volo dello stormo avversario per poi buttarsi giù in picchiata a tutta velocità, quasi come un kamikaze, individuando il bersaglio che cercava di colpire avendo a disposizione solo una manciata di secondi. Manovra che terrorizzava i mitraglieri avversari ma che per il pilota era rischiosissima, aumentando il rischio collisione con i bombardieri.
Medaglia d’oro nel 1958
Nel 1958, conflitto finito, dall’Aeronautica - che oggi in una nota «esprime il cordoglio per la morte dell’ultimo grande Asso» - ricevette una medaglia d’oro, unica decorazione concessa a un militare di Salò.

martedì 4 novembre 2014

4 novembre, non passa lo straniero!


"Cento anni fa migliaia di italiani, durante la prima Guerra Mondiale, si sacrificarono per scacciare i Potentati Europei che invadevano le nostre Terre.

É passato un secolo ma sembra non essere cambiato nulla, i Paesi europei sono privi di sovranità, succubi delle banche, vittime della tecnofinanza e delle lobbies.
Dobbiamo smettere di essere asserviti alle banche e ai poteri forti, dobbiamo smettere di parlare male senza lottare, senza cercare di creare soluzioni valide e reali per cambiare veramente le cose in Italia. Il 4 Novembre vinciamo l'Europa delle lobbies e cacciamo i banchieri dalla Nostra Terra. " 

Gioventù Nazionale Roma